Negli ultimi decenni in tutta Italia i migranti sono stati protagonisti
di lotte importanti nelle città, nei posti di lavoro, nelle grandi
manifestazioni nazionali come quelle di Roma del 2002, 2004 e 2005 e, da
ultimo, dello scorso 23 maggio a Milano con la campagna nazionale “Da
che parte stare”. Uno scopo tutt’altro che secondario della legge
Bossi-Fini e del pacchetto sicurezza è schiacciare questo protagonismo
con il razzismo istituzionale e con una precarizzazione sempre più
selvaggia delle condizioni di vita e di lavoro, accentuata da una crisi
che colpisce tutte le lavoratrici e i lavoratori e che ancora non ha
mostrato in pieno i suoi effetti. Di fronte a tutto questo, una risposta
emergenziale, che persegua una visibilità del movimento antirazzista e
mandi un segnale di rifiuto delle politiche di questo governo sembra
importante, anche se forse non sufficiente.
Sosteniamo e aderiamo alla manifestazione antirazzista del prossimo 17
ottobre a Roma come risposta a un’emergenza che ci impone di guardare
oltre. Oggi più che mai ci pare necessario ripensare collettivamente a
come organizzare in modo stabile ed efficace rivendicazioni plausibili,
attingendo all’esperienza del passato senza alcuna nostalgia. Oggi più
che mai ci pare necessario mettere a frutto fino in fondo l’autonomia e
il protagonismo che i migranti si sono conquistati in questi anni.
Rete Migranti Torino
Coordinamento Migranti Bologna e provincia
Coordinamento Migranti basso mantovano
Coordinamento Immigrati Brescia
MayDay Milano
Milano, 28 maggio 2009. L’80 per cento delle condanne a morte eseguite nel mondo avviene nei Paesi del G20, così come il 79 per cento dei casi di tortura. 963 milioni di esseri umani soffrono la fame, un miliardo vivono in insediamenti precari, 1,3 miliardi non hanno accesso all’assistenza sanitaria. Ogni giorno muoiono 20 mila bambini a causa delle cattive condizioni igieniche in cui sono costretti a vivere, mentre ogni minuto muore una donna per complicazioni legate alla gravidanza. Questi, in sintesi, i dati che emergono dal rapporto annuale sui Diritti Umani pubblicato da Amnesty International. L’Italia è uno dei Paesi che preoccupano maggiormente l’organizzazione. “La politica dell’immigrazione italiana e i respingimenti dei rifugiati che arrivano con le barche in alto mare,” commenta Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, ”è espressione di un disprezzo dei diritti umani e delle persone veramente disperate che qui cercano aiuto. L’Italia sarà ritenuta responsabile di quanto accadrà ai migranti e richiedenti asilo riportati in Libia, dove non esiste una procedura d’asilo e si verificano gravi episodi di tortura e trattamento inumano”. La Weise, illustrando i contenuti del rapporto che accusano l’Italia, sottolinea quindi “il clima di razzismo crescente e la totale disumanità delle procedure di sgombero dei campi Rom, un popolo al centro del disprezzo e di una spirale di violazioni dei Diritti Umani”. Particolare condanna verso il decreto n° 733 sulla sicurezza, che Amnesty International – insieme al Gruppo EveryOne, al Coordinamento Sa Phrala e ad altre organizzazioni che combattono la xenofobia – si prepara a portare di fronte alle corti internazionali per i Diritti Umani, affinché ne sia dichiarata l’illegittimità e il contenuto ispirato a razzismo, odio etnico e criminalizzazione dei gruppi minoritari. Anche le relazioni – finalizzate a risolvere il “problema dei profughi” – fra il governo italiano e il colonnello Gheddafi, protagonista di gravi abusi dei Diritti Umani e leader di un Paese in cui si praticano la tortura e altre forme di maltrattamento di migranti, rifugiati e richiedenti asilo, un Paese che ha perpetrato espulsioni di massa di profughi provenienti da nazioni in crisi umanitaria, preoccupa Amnesty International.
Sabato 23 Maggio h.14.00 p.zza Duca d’Aosta - Manifestazione nazionale migrante e antirazzista
Viviamo in un mondo globale e in un continente organizzato attorno a metropoli diffuse, multiculturali e ricche di differenze.
Nella società che lascia la disciplina alle spalle, preferendo il controllo e imponendo l’autocontrollo, la precarietà della vita gioca un ruolo sempre piu’ centrale nella configurazione del comando, dello sfruttamento, dell’economia e della gerarchia sociale.
La “condizione migrante” non può più essere trattata alla stregua di una delle tante facce della precarietà eppure non possiamo nemmeno ritornare a parlarne soltanto come un paradigma del carcere diffuso, del confine che si sposta, della cancellazione dei diritti.
Sempre più forti sono le due opposte tensioni: quella del potere, che vuole gestire una guerra tra sfruttati per conquistare le briciole o anche soltanto per non perdere nel proprio immaginario un ruolo sociale diverso dagli ultimi degli ultimi e quella dell’autoorganizzazione e della determinazione a vivere nel presente, qui ed ora, delle comunità migranti e della nostra generazione meticcia.
A partire dal 20 settembre è cominciata una corsa senza fine. La rabbia è un sentimento incontenibile, per chi non vuole essere nè indicare martiri, ma non dimentica Abba perchè ama la vita, fino all’ultimo. Eppure il 20 settembre è la rabbia che prende parola e diviene rivoluzione: questo è l’unico modo di descrivere quegli istanti in cui la polizia è in fuga, dopo tanti anni a Milano e ad inseguirla è l’emergere di qualcosa di nuovo. Fino ad allora pochi a soffiare sul fuoco della dignità, pochi a scegliere di alzare la testa propria ed altrui, dal giorno dopo una ciurma sterminata di sociologi e politici hanno affrontato la questione con il tono di chi sa come organizzare e gestire. I riflettori si sarebbero spenti presto, se fosse dipeso dall’attenzione dedicatagli dal corriere della sera, ma la generazione precaria e meticcia non si è fermata per un istante: l’ Onda è un fatto che ha tutti i colori della pelle, non solo perchè i cortei sono stati dedicati ad Abba, ma perchè i cordoni e le prime file, ma anche le code dei serpentoni sterminati che difendevano la scuola pubblica, erano pieni di persone che parlavano italiano, ma come seconda lingua, prima l’inglese, l’arabo, il cinese, lo spagnolo…Si potrebbe dire che tutto questo era previsto… era tempo che parlavamo di un mondo che cresceva nelle viscere delle nostre città.
Ma è successo anche qualcosa di più e diverso, un mondo disgraziato, l’inferno della divisione internazionale del lavoro, ha fatto prepotentemente irruzione: Palestinesi, emigrati oramai venti o trenta anni fa, arabi di tutti i paesi con cui la nostra civiltà convive da quasi due millenni hanno rappresentato la vera voce, forte e impossibile da non ascoltare contro la guerra e i massacri di Gaza, hanno riportato al centro l’indignazione contro la barbarie della guerra, alcuni anni dopo la mobilitazione globale per Afghanistan e Iraq. Anche la rivolta per la dignità dei rifugiati milanesi e la lotta che portano avanti con il Comitato di sostegno ci parla di questo: un mondo che prepotentemente irrompe nelle nostre strade e ci parla dei bisogni primari come il cibo e la casa, di come non vi sia possibilità di vivere senza tutto ciò. Per paura di questo mondo i paesi Europei tentano di scaricare il problema in Libia, pur sapendo fin troppo bene verso quale destino rimandano tutte quelle persone che tentano di raggiungere le nostre coste.
Il 23 maggio saremo in piazza in un corteo migrante e antirazzista, con uno spezzone precario, meticcio e metropolitano, perchè un’altra volta ancora le strade di questa città siano libere dall’ansia e dalla paura securitaria, libere dall’angoscia prodotta dal potere per nascondere l’incapacità di gestione della crisi, perchè un’altra volta possa prendere parola con i suoi versi e i suoi linguaggi, al ritmo globale dell’hip hop la generazione meticcia e metropolitana.
CS CANTIERE
http://www.cantiere.org/milano-23-maggio-2009-siamo-precari-meticci-e-metropolitani.html
Stimati compagni,
desidero manifestare la volonta’ dell’ associazione che rappresento di aderire alla vostra iniziativa di sabato 23 maggio
2009.
E’ ora di dire basta, e’ giunto il momento di fermare la deriva autoritaria e la fascistizzazione del nostro paese da parte di un governo che usa gli esseri umani solo come braccia da lavoro, innescando paure e divisioni contro esseri umani che hanno innanzitutto bisogni primari di esistenza.
Da italiano, mi vergogno di quanto sta accadendo in questo paese; solo qualche anno fa non si immaginava neanche possibile che potesse avvenire quanto avviene tutti i giorni nelle nostre citta’.
Siamo preoccupati per la caduta dei valori base dell’ umanita’, anche a livello popolare.
L’ imbarbarimento dei rapporti umani non portera’ solo lutti e sofferenze tra i poveri e i perseguitati del pianeta’, ma causera’ una condizione di precarieta’ in tutti gli strati della popolazione, in particolare tra quelli meno protetti.
Tutto cio’ porta a individuare il male in tutt’altra direzione rispetto alla realta’. chi ha necessita’ di divisioni per fare i
propri interessi, ci sta purtroppo riuscendo.
Tutte le iniziative che vanno nella direzione della riconferma dei valori fondanti dei rapporti umani, vanno appoggiate ed incoraggiate. e’ urgente ristabilire un clima di tolleranza e di comprensione che porti a respingere le politiche reazionarie che gia’ tanti danni hanno prodotto in tutto il mondo .
Riccardo Pilato
Associazione Zastava – Brescia per la solidarieta’ internazionale onlus
Aderiamo convinti alla manifestazione nazionale.
Stiamo dalla parte dei diritti e del lavoro. Nelle campagne italiane, ormai, la tutela dei diritti del lavoro e dei migranti è, spesso, cosa unica.
NO AL SALARIO DI RAZZA NELLE CAMPAGNE — NO ALLO SFRUTTAMENTO DELLA CLANDESTINITA’ CHE PRODUCE INSICUREZZA, ESCLUSIONE E RICATTO – NO AI NUOVI E VECCHI CAPORALI — VOGLIAMO UOMINI E DONNE AL LAVORO NEI CAMPI TUTELATI E GRATIFICATI NEI DIRITTI E NEL SALARIO
NO AL RAZZISMO — SI ALLA SOVRANITA’ ALIMENTARE
Non potremo essere nel corteo del 23 ma portiamo la piattaforma ed i suoi obiettivi nelle nostre iniziative fra gli agricoltori e gli allevatori italiani.
Il direttivo nazionale di altragricoltura
L’ANPI Catania, coerentemente con gli obiettivi del Sit-in organizzato a Catania con la collaborazione della CGIL provinciale giorno 12 maggio davanti alla Prefettura di Catania: “ NO alle proposte di leggi di discriminazioni razziali. NO al rifiuto del diritto di accoglienza dei migranti “ ( con la presenza di 400 partecipanti, di cui molti migranti) comunica la propria ADESIONE alla manifestazione nazionale dei migranti a Milano del 23 maggio a Milano.
Cari Saluti
per ANPI Catania
( Claudio Longhitano, Domenico Stimolo)
Aderisco alla manifestazione nazionale di Milano del 23 maggio.
Colgo l’occasione per condividere con voi il seguente testo:
Prosegui la lettura di Adesione di Carlo Olivieri
LA PERSECUZIONE NON PUÒ ESSERE LEGGE
Emergency aderisce alla manifestazione contro il razzismo promossa a
Milano per sabato 23 maggio e invita i propri sostenitori a parteciparvi.
Nel tema della manifestazione Emergency riconosce una preoccupazione
propria per la situazione attuale in Italia e un elemento decisivo della
propria identità.
La Camera ha votato per i cosiddetti «decreti di sicurezza». Alle parole
del presidente «La Camera approva», si è compiuto un passo verso la
costruzione in Italia di un regime di ingiustizia e di sopraffazione.
Dopo il voto del Senato, queste disposizioni saranno in vigore, ma non
per questo potremo ritenere giusta e umana una legge che consideriamo
disumana e ingiusta.
Queste norme, in particolare l’introduzione del reato di immigrazione
clandestina, al quale si connettono altre forme di discriminazione e
persecuzione, potranno essere oggetto di un giudizio di
incostituzionalità, come sono oggetto di critiche da parte di diverse
autorità internazionali.
A questi aspetti e a questi giudizi il governo italiano e diverse forze
politiche si sono mostrati completamente indifferenti.
L’attesa di eventuali annullamenti o revisioni non può essere posta a
carico delle persone che saranno colpite da queste norme.
Dai cittadini italiani coinvolti nelle situazioni create da queste leggi
è possibile attendersi un’obiezione di coscienza in nome di principi
vigenti, espliciti nella Dichiarazione universale dei diritti umani:
«Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni…» (Art. 14)
EMERGENCY
Milano, 15 maggio 2009
Mercoledì 13 maggio uomini e donne, nativi e migranti, si sono dati appuntamento davanti alla Prefettura di Milano per protestare contro l’imminente approvazione del pacchetto di sicurezza.
Questo provvedimento avrà pesanti ripercussioni sulla vita dei cittadini immigrati: reato di clandestinità, istituzionalizzazione delle ronde, prolungamento dei tempi di detenzione nei CIE, necessità del permesso di soggiorno per tutti gli atti di stato civile, permesso di soggiorno a punti, idoneità alloggiativa per il cambio di residenza e registro per i senza fissa dimora sono solo alcuni dei punti previsti.
Il Governo sceglie di nuovo la criminalizzazione dei migranti quale facile modalità di gestione della crisi. Tale scelta consente di nascondere le vere responsabilità, fornendo nel contempo, a chi vive un peggioramento concreto delle condizioni di vita, un agevole capro espiatorio su cui scaricare la propria rabbia. Così facendo, si ottiene il duplice obiettivo di aumentare il grado di ricattabilità degli uomini e delle donne migranti presenti in Italia e di spingere i lavoratori (migranti e italiani) sul terreno fratricida della guerra tra poveri e della competizione al ribasso su salari e
diritti.
Tutto ciò in una fase in cui gli episodi di razzismo istituzionale, sia sul piano nazionale che su quello locale, non si contano: dai recenti respingimenti in Libia (condannati anche dall’ONU) al suicidio di Nabruka nel CIE di Ponte Galeria (Roma), dal trattamento riservato ai rifugiati politici di Milano (presenti oggi al presidio) fino all’ultima boutade della Lega Nord relativa ai posti riservati ai milanesi sui mezzi pubblici.
Per questo il corteo nazionale antirazzista e migrante che si terrà a Milano il 23 maggio (ore 14.30 P.le Duca d’Aosta) sarà un’altra occasione per ribadire la nostra ferma opposizione alla deriva securitaria e xenofoba promossa da questo
Governo.
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INIZIATIVE
- 28 aprile: Roma
- 1 Maggio: Reggio Emilia
- 1 Maggio: Milano
- 6 maggio, Milano: incontro realtà milanesi promotrici
- 9 maggio, Pegognaga (MN): assemblea dei migranti
- 10 Maggio: Bologna
- 10 maggio, Milano: incontro nazionale
- 13 Maggio, Milano: presidio davanti alla prefettura
- 13-14 Maggio, Milano: mobilitazioni rifugiati
- 14 maggio, Bologna
- 15 maggio, Brescia
- 15 maggio, Milano: autofinanziamento in Casa Loca
- 16 maggio, Milano, h.15-18
- 17 Maggio: Bergamo
- 17 Maggio, Suzzara (MN)
- 17 Maggio, Milano: festa al parco lambro
- 18 maggio, catania: sit-in
- 21 maggio, Bologna
- 29 maggio, Ponte Galeria: Presidio sonoro
- 30 Maggio, Roma: Manifestazione globale contro il G8
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